Cari italiani (amici, nemici, sostenitori, parenti e lettori di passaggio), nello stato del Queensland (Australia) ci sono  più di 400 santuari naturali o nature refuges, definiti spesso colloquialmente come parchi nazionali privati.

La zona centro-occidentale del Queensland era dominata fino agli anni ‘80 da foreste di eucalipto ma, nel ventennio seguente, per incrementare la produzione dell’allevamento bovino,  il disboscamento e la trasformazione delle foreste a pascolo raggiunse la percentuale più alta nel mondo, equivalente a circa il 20% del territorio italiano.

Nel 1992 il governo,  con l’intenzione di creare più Parchi Nazionali ma volendo evitare il costo di istituirli e mantenerli, sollecitò privati a comperare sul mercato libero appezzamenti di foreste ad alto valore naturale (biodiversità)  non per trarne vantaggio economico, ma per lasciarli allo stato vergine e salvaguardarli da pericoli naturali (flora e fauna non autoctone).

Il cittadino diventa quindi sia  il padrone-custode di un terreno a statuto speciale di nature refuge, che il “volontario-ranger” che si dedica (ed invita altri ad aiutarlo) alla sua salvaguardia.  Questo progetto, che ancora esiste, ha attirato chi voleva sostenere l’ambiente e voleva che il territorio fosse riconosciuto ufficialmente così che ora il governo si ritrova con 33.506 km2 di riserve verdi (accessibili al pubblico mediante preavviso).

Ma il governo tiene il piede in due scarpe troppo diverse, quella degli interessi minerari e quella dell’ambiente. Più di un quarto di nature refuges  sono minacciati da esplorazioni minerarie. Non è ammissibile non riconoscere i contributi di tempo e denaro  da parte del settore privato.

Approvando una miniera su Bimblebox Nature Refuge è la prima volta che un decretato santuario naturale viene ridotto a macerie, e per quale minerale raro? Il carbone!

Per ulteriori informazioni in italiano mandate un email a Paola Cassoni

 Cliccate sull’immagine per guardare il video

Paola Video image